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CARATTERISTICHE DEL FRANCHISING

- IL SOGGETTO CHE PROPONE IL PROGETTO
- IL SOGGETTO CHE ADERISCE AL PROGETTO
- L'OGGETTO DELL'ACCORDO DI COLLABORAZIONE
- LA RETE DI FRANCHISING
- IL CONTRATTO DI FRANCHISING  ( O DI AFFILIAZIONE)
ESISTENZA DI UN'ORGANIZZAZIONE DI PRODUZIONE O DISTRIBUZIONE DI        PRODOTTI O SERVIZI
ESISTENZA DI UN'ATTIVITA' SPERIMENTATA CON SUCCESSO ATTRAVERSO CENTRI PILOTA
COMPETENZA NEL SETTORE SPECIFICO
-
ORIGINALITA' E CARATTERIZZAZIONE DELL'IMMAGINE DI MARCA
- RIPRODUCIBILITA' DEL PROGETTO
TRASMISSIBILITA'  DELL'KNOW - HOW
NOTORIETA' O POSSIBILITA' DI SVILUPPARE LA NOTORIETA' DEL MARCHIO PRESSO IL PUBBLICO
- PER UN PROGETTO SOLIDO E UNO SVILUPPO ADEGUATO

IL SOGGETTO CHE PROPONE IL PROGETTO
È il franchisor, o affiliante o casa madre, cioè un’azienda di produzione o di distribuzione di beni e/o servizi che opera con successo in un determinato settore di attività
. Requisiti per il ruolo sono l’esperienza, la competenza, un’immagine di marca ben definita e, quando possibile, un marchio ben noto e apprezzato dal pubblico.L’azienda deve inoltre essere in grado di mettere a disposizione risorse economiche, strutture organizzative e competenze manageriali adeguate allo scopo di costituire una rete di franchising.
Il franchisor sperimenta la sua formula attraverso uno o più centri o punti vendita pilota, che devono avere quelle caratteristiche di riproducibilità necessarie alla futura commercializzazione del progetto, ovvero alla sua presentazione a potenziali franchisee.

IL SOGGETTO CHE ADERISCE AL PROGETTO
Il franchisee o affiliato, è un imprenditore che riconosce nel progetto proposto dal franchisor alcune qualità in relazione ai prodotti, ai servili, al know-how, all’insegna, all’immagine di marca, all’assistenza fornita e decide di aderirvi pagando il corrispettivo delle forniture, degli apporti e dei benefici che ottiene. Si impegna inoltre a mettere a disposizione determinate risorse economiche, professionali e umane che consentano di realizzare, in una specifica area di mercato, un’attività con le stesse caratteristiche che hanno consentito il successo dei punti o centri pilota del franchisor.
Chi si propone o candida come franchisee ha deciso di iniziare un’attività in proprio contando sull’aiuto di un partner esperto, disposto a fornire il proprio aiuto, cointeressato alla riuscita del progetto, ma non coinvolto giuridicamente né societariamente nella gestione. Il potenziale franchisee ha, tra i suoi primi requisiti, un forte spirito di gruppo e la convinzione che per avere successo ne’ mercati attuali sia da preferire il gioco di squadra a quello individuale, come accade nelle reti di franchising dove un gruppo di imprenditori indipendenti scelgono di operare insieme sotto la guida di un franchisor.

L'OGGETTO DELL'ACCORDO DI COLLABORAZIONE
Una volta che il progetto è stato testato ed ha dimostrato la sua validità ed efficacia, il franchisor è in grado di proporre il suo know-how (insieme di conoscenze ed esperienze) a eventuali candidati che, per poterlo acquisire, sono disposti a pagare corrispettivi in denaro sotto forma di diritti di entrata o entrancefee o fee d’ingresso. L’impegno del franchisor è quello di trasferire questo insieme di conoscenze ed esperienze letteralmente definito “saper come”, di fornire alcuni prodotti o servizi, di cedere il diritto d’uso del proprio marchio e della propria immagine di marca e di erogare assistenze, prestazioni e consulenze che consentano al franchisee di operare nelle forme e nei modi stabiliti, per replicare con la sua attività il successo ottenuto dai centri o punti vendita pilota. Oltre ai corrispettivi iniziali il franchisor può chiedere al franchisee di corrispondere altri compensi, sotto forma di royalty, di contributi o di rimborsi, per le prestazioni fornite in via continuativa per tutta la durata dell’accordo.

LA RETE DI FRANCHISING
Si parla così di rete di franchising, che è il risultato di più contratti di franchising (o di affiliazione) stipulati tra il franchisor e un certo numero di franchisee sparsi nel territorio e operanti in piena autonomia giuridica ed imprenditoriale, ciascuno in una specifica, esclusiva e definita area di mercato. Il concetto di rete (o di catena, o di network odi sistema) è uno dei punti di maggior forza della formula. Entrambi i soggetti, franchisor e franchisee, ricevono una serie di benefici diretti ed indiretti dal fatto di aver costituito o di far parte di un insieme di imprenditori che operano sotto un’unica insegna e con le medesime modalità gestionali. La rete consente una presenza capillare sul territorio, economie di scala negli acquisti di prodotti e nella centralizzazione di servizi, diffusione della notorietà del marchio, possibilità di comunicazione, di collaborazione e dì scambio tra i franchisee e con il franchisor. La presenza di una rete di punti vendita, di uffici o di centri, accomunati da insegne o segni distintivi, è un segnale di identificazione per una catena in franchising ma, da solo, non costituisce elemento discriminante perché condiviso con organizzazioni di rete di differente natura e tipologia come le concessionarie, le reti dirette, le filiali.

IL CONTRATTO DI FRANCHISING  ( O DI AFFILIAZIONE)
Numerose sono le differenze di natura pratica, organizzativa e giuridica tra franchising, concessione, associazioni, strutture a filiali, reti dirette, gruppi d’acquisto, cooperative ed altre forme di collaborazione tra imprenditori o soggetti economici.Tra le varie forme di accordo, il franchising si sta imponendo negli ultimi anni come lo strumento più moderno, più flessibile, più economico, più diffuso ed universalmente adottato da quelle aziende che desiderano affermarsi velocemente ed efficacemente nei mercati. La flessibilità di questa formula è tale da consentirne l’applicazione nei più diversi settori di attività e ad aziende sia franchisor che franchisee di tutte le dimensioni. Il filo conduttore di molteplici e variegate realtà aziendali e tipologie di business è l’utilizzo di contratti di franchising. Con una scrittura privata, regolata da precise norme internazionalmente accettate, si sancisce un accordo di collaborazione tra due imprenditori giuridicamente ed economicamente indipendenti ma reciprocamente legati al rispetto di obblighi e diritti. Un contratto di franchising (o di affiliazione) prende in considerazione molteplici aspetti della collaborazione delle due parti: la cessione di know-how dietro corrispettivo, la licenza d’uso di uno o più marchi, le modalità di cessione di beni o di servizi, l’erogazione di servizi, assistenze e consulenze, la determinazione di aree d’esclusiva, l’accettazione di diritti e doveri reciproci, l’impegno a seguire standard di sistema e comportamenti ben determinati al fine di garantire il successo dell’attività affiliata.  

ESISTENZA DI UN'ORGANIZZAZIONE DI PRODUZIONE O DISTRIBUZIONE DI PRODOTTI O SERVIZI
Per “fare franchising” non è sufficiente un’idea di business, una singola attività sperimentata e dì successo o un punto vendita operativo. Servono sedi e strutture, risorse umane organizzate e risorse finanziarie adeguate al progetto che sì intende sviluppare. Sembrerà una precisazione superflua, se non capitasse frequentemente di imbattersi in presunti franchisor la cui unica risorsa organizzata è una fervida fantasia. La volontà imprenditoriale è un elemento necessario, ma non l’unico indispensabile per quegli imprenditori che intendono sviluppare un sistema franchising. Chi parte da un punto vendita, per esempio, deve costituire una azienda di distribuzione che assuma il ruolo di franchisor nei confronti del negozio esistente, che a sua volta diventa un centro pilota della futura catena. I responsabili di negozio non possono trasformarsi in un istante, con un colpo di bacchetta magica ed un biglietto da visita nuovo, in responsabili franchising. La cultura d’impresa necessaria per realizzare un sistema franchising è molto differente da quella, sia pur rilevante, che ci si crea gestendo una piccola attività commerciale o di servizi.

ESISTENZA DI UN'ATTIVITA' SPERIMENTATA CON SUCCESSO ATTRAVERSO CENTRI PILOTA
Sono numerosi i produttori che da un giorno all’altro decidono di”aprire dei negozi” in franchising, contando sulla propria esperienza nel settore di attività. La conoscenza del proprio prodotto non è però requisito sufficiente per avviare attività commerciali a ruota libera, senza alcuna esperienza specifica sulla gestione di un negozio. Occorre prima avviare una o più attività pilota nelle quali testare la validità della formula ed ottenere significativi riscontri di mercato. Tutti gli aspetti del progetto devono ricevere dal periodo di pilotage una conferma della loro efficacia ed indicazioni circa la loro ripetibilità e trasferibilità alle eventuali future unità affiliate.

COMPETENZA NEL SETTORE SPECIFICO
Il franchisor con il contratto di franchising cede essenzialmente know-how, ovvero competenza nell’avviare e gestire una determinata attività ma, soprattutto, esperienza e professionalità nello specifico settore di riferimento. Non si nasce insegnanti di nulla, ma si può arrivare a cedere know-how soltanto se lo si è acquisito nel tempo attraverso la propria concreta attività sul campo.

ORIGINALITA' E CARATTERIZZAZIONE DELL'IMMAGINE DI MARCA
L’affiliato con il contratto di franchising acquista una formula originale ed un’immagine di marca ben definita e riconoscibile dal cliente finale.
Il franchisor deve possedere caratteristiche tali da far emergere il proprio progetto rispetto alla concorrenza, perché questi plus costituiscono il vero valore che viene ceduto nel pacchetto franchising. Prodotti esclusivi, sistemi brevettati o comunque originali, marchi noti, caratteristiche difficilmente imitabili dalla concorrenza sono i presupposti per il successo di un progetto di franchising.

RIPRODUCIBILITA' DEL PROGETTO
Talvolta il successo di un’attività è dovuto sì a caratteristiche uniche ma proprio perché tali difficilmente ripetibili. Le particolari capacità di alcune persone, le specifiche condizioni del mercato, il prestigio di alcuni posizionamenti, non sono facilmente replicabili. Il potenziale franchisor deve valutare il grado di riproducibilità del suo progetto con opportuni test, che dimostrino l’efficacia della formula in aree geografiche e in condizioni di mercato differenti da quelle che hanno ospitato il pilotage.

TRASMISSIBILITA' DEL KNOW - HOW
Il franchisor deve assicurarsi che la cessione di know-how oggetto del contratto di franchising possa avvenire in tempi sufficientemente brevi, con facilità e senza eccessivi costi a carico delle due parti. Non basta fornire all’affiliato gli strumenti per operare: bisogna essere in grado di trasferire le capacità necessarie a rendere l’unità affiliata del tutto omogenea, per standard di efficienza e di redditività, ai centri- pilota.

NOTORIETA' O POSSIBILITA' DI SVILUPPARE LA NOTORIETA' DEL MARCHIO PRESSO IL PUBBLICO
Per far crescere una rete e per assicurare agli affiliati la notorietà del marchio oggetto di licenza d’uso, è necessario aver investito o poter investire in comunicazione presso i potenziali clienti finali. La strategia di comunicazione deve precedere la fase di commercializzazione del progetto e proseguire per tutto il periodo del contratto di affiliazione. Non ci si può affidare esclusivamente alla notorietà indiretta, che affluisce dai centri affiliati sparsi sul territorio e nemmeno si possono dedicare tutte le risorse agli sforzi promozionali per il reclutamento di affiliati, lasciando a questi ultimi il compito di diffondere presso il pubblico la notorietà di marca.

PER UN PROGETTO SOLIDO E UNO SVILUPPO ADEGUATO
Solo in presenza ditali caratteristiche e presupposti è possibile “diventare franchisor”, ovvero iniziare quel lungo e faticoso processo di sviluppo che conduce alla realizzazione di una rete di franchising che copra adeguatamente il mercato di riferimento. Dal momento dello studio di fattibilità del progetto alla copertura del territorio secondo gli obiettivi prefissati possono passare decine di anni, nei quali il “mestiere” di franchisor viene continuamente perfezionato attraverso l’esperienza e adattato alle mutevoli situazioni di mercato. Poche migliaia di aziende nel mondo hanno dimostrato di possedere le caratteristiche per avviare e gestire lo sviluppo della loro rete nel lungo periodo.

 

 

 

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