LA LOGISTICA QUESTA SCONOSCIUTA

La “logistica” sono i magazzini, gli imballaggi e gli imballatori, sono i camion e gli aerei, la distribuzione e le giacenze, i centri di raccolta e smistamento delle consegne sul territorio, il servizio postale ed i corrieri, le strutture fisiche e l’organizzazione, i documenti di viaggio e la fatturazione, sono cose da spostare, persone da gestire. Insomma tutte cose che di virtuale hanno molto poco, cose e persone reali, che pesano, sudano, faticano, che si rompono e che si perdono. La logistica è la parte della new economy che assomiglia di più alla tanto snobbata old economy: sembra quasi una nemesi storica, una piccola rivincita degli atomi sui bit, del reale sul virtuale.
Verrebbe naturale quindi pensare che quello che è stato qui definito come un retaggio della “vecchia economia” goda di solide basi, sia un argomento conosciuto, discusso e condiviso. Tuttavia, ad una verifica più approfondita, ci si rende conto di come non sia proprio cosi. Andando a curiosare tra le definizioni dei vocabolari e delle enciclopedie italiane, infatti, scopriamo che il termine logistica, inteso nell’accezione odierna è relativamente recente. Fa quasi sorridere, se non dovesse far preoccupare, il fatto che in un’edizione risalente agli anni ‘80 dell’Enciclopedia Europea la spiegazione del termine logistica sia ancora soltanto quella relativa all’ambiente militare, ove la logistica è effettivamente nata: “Settore dell’attività militare che sovrintende a tutte le operazioni tese ad assicurare alle forze armate quanto occorre perché possano vivere, muoversi e combattere al massimo dell’efficienza”. La situazione migliora, ma non di molto, se si fa un salto di dieci anni e, arrivando agli anni ‘90, si legge la definizione data dal Dizionario Enciclopedico Garzanti: “La funzione aziendale che provvede all’approvvigionamento ed alla distribuzione fisica dei materiali, delle scorte e dei prodotti finiti”. Da notare: quattro righe dedicate alla definizione di logistica, ventisette, nella stessa pagina, quelle usate per la spiegazione del termine “loglio”. Anche se, non ci si deve meravigliare troppo se la prima definizione, tutto sommato, rischia di apparire addirittura migliore della seconda, ammesso di sostituire “militare” con “dell’azienda”. Ecco quindi che, con qualche piccolo ritocco stilistico, si arriva ad una definizione abbastanza soddisfacente, che suona più o meno cosi: “Settore dell’attività dell’azienda che sovrintende a tutte le operazioni tese ad assicurare all’azienda stessa quanto occorre perché possa vivere, muoversi ed operare al massimo dell’efficienza”.
E questa la logistica: quell’insieme di attività che consente all’azienda di gestire le proprie risorse, in una concezione che tende a diventare sempre più vasta, e tocca tanto la gestione dei processi interni che di quelli esterni, volti alla distribuzione. Arrivando a coprire tutti gli anelli della catena del valore. La logistica, quindi, è costituita da quell’insieme di attività gestionali relative all’intero processo che regola il flusso e l’immagazzinamento delle materie prime, dei semilavorati e dei prodotti finiti, Tali attività vengono in genere suddivise in logistica interna (o materials management) ed in logistica esterna (distribuzione fisica).