NEW ECONOMY / OLD ECONOMY: PROSPETTIVE
Cosa pensano venture capitalist del boom della new
economy? Secondo Paolo Colonna “lI boom durerà ancora
molto, almeno altri IO anni: pochissime aziende sono
internazionali e tutte hanno una quota molto piccola
rispetto al mercato tradizionale”.
E Gianluca Braggiotti: “Bisogna creare le condizioni
per cui la Old Economy e la New Economy interagiscano.
Può essere un vantaggio per entrambe.”
Certamente il basso tasso d’informatizzazione del
nostro Paese rappresenta un handicap: ma ci sono delle
possibilità di recupero in questo senso? “Dipende dai
punti di vista.Dal punto di vista dell’utente a mio
avviso ci sarà un recupero piuttosto veloce.
Il problema riguarda i produttori: le infrastrutture, il
software, le procedure di pagamento e la logistica per
l’e-commerce, tutto viene sviluppato e fornito da
società straniere.
Mi sembra difficile un recupero veloce delle aziende
italiane da questo punto di vista: la nuova economia nel
nostro paese si svilupperà utilizzando infrastrutture
fornite dall’estero” afferma Edoardo Lecaldano.
Portare le aziende della old economy nella new economy
è per gli operatori di private equity da sempre
presenti sul mercato una sfida, da portare avanti non
interferendo necessariamente nella gestione della società
partecipata.Dice Paolo Colonna: “Non è detto che il
proprio valore aggiunto il venture capitalist lo possa
fornire soltanto interferendo nella gestione
dell’azienda partecipata: negli investimenti in
start-up della new economy noi portiamo l’esperienza
maturata nella old economy e il valore aggiunto di un
network internazionale”.
Il gioco del venture capital per la new economy è
appena iniziato.Vinca il migliore imprenditore.