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I
LIVELLI DI E-COMMERCE
Le scelte strategiche e tecnologiche
legate al commercio elettronico sono molto impegnative
sia per la piccola/media azienda, sia per la grande
impresa in quanto incidono non solo su processi
esistenti e collaudati ma anche sui canali commerciali
attivi. Per
definizione il commercio elettronico è globale e non
conosce confini nazionali o continentali. In realtà, i
confini esistono anche se non sono dettati da limiti
geografici. Come accennato, le macro aree da considerare
anticipatamente per definire il piano di approccio alle
vendite via Web sono quelle strategiche, operative e
tecnologiche, da cui discende il grado di e-commerce che
l’impresa adotterà. In funzione del raggio di azione
e dell’integrazione con i processi esistenti, e quindi
anche con il sistema informatico, sono definiti livelli
distinti di commercio elettronico. Ecco una veloce
panoramica delle possibilità.
-
VETRINA
SUL WEB
-
VENDITA IN ITALIA
-
VENDITA A LIVELLO MONDIALE
- CONCLUSIONI
L’e-commerce da un lato rappresenta un aspetto
importante della strategia dell’impresa a medio e
lungo periodo, da un’altra angolazione è un
componente dell’infrastruttura tecnologica e
informatica dell’impresa. Si può dire che la
difficoltà insita nell’e-commerce non è
esclusivamente nella sua implementazione, ma anche nel
trovare la sua espressione armonica rispetto agli
obiettivi presenti e futuri dell’impresa. Tutto con
una variabile poco controllabile da tenere in
considerazione: il mercato.
- VETRINA SUL WEB Anche
se non è possibile definire primo livello di commercio
elettronico la presenza sul Web dell’azienda in
termini di presentazione della stessa e dei prodotti
venduti, possiamo comunque includere una semplice
vetrina statica di presentazione nel commercio
elettronico. Infatti questo approccio fornisce un
supporto aggiuntivo che viene fornito al settore
commerciale dell’impresa, e quindi deve essere
considerato in una logica globale. In
questo caso si può parlare di nuova forma di promozione
e informazione che si ripercuote indirettamente
sull’attività commerciale: il sito, infatti è
esclusivamente funzionale a reindirizzare i potenziali
clienti verso il canale tradizionale. I vantaggi di
questa prima soluzione (che è ragionevolmente obbligata
per l’impresa del 2000) sono limitati ma facilmente
intuibili. La presenza sul Web non modifica le strategie
dell’impresa in quanto il grado di interferenza con
l’intera supply chain è nullo. In questo caso il Web
si affianca a tutto il dispositivo commerciale e lo
rafforza introducendo una componente importante che è
il dettaglio delle informazioni distribuite. L’aspetto
tecnologico è coinvolto in minima parte: la presenza
sul Web è un’operazione che può essere effettuata
completamente al di fuori dell’intero sistema
informatico aziendale e può essere effettuata
completamente al di fuori dell’intero sistema
informatico aziendale e può essere delegato a società
specializzate di consulenza e sviluppo esterne. Gli
svantaggi di un approccio di questo tipo sono la
rinuncia ad un nuovo canale commerciale e il ritardo,
potenzialmente pericoloso, dell’adeguamento del
proprio sistema informatico.
- VENDITA IN ITALIA Il
primo livello di e-commerce è la vendita dei prodotti
all’interno dei confini nazionali. In questo caso, le
problematiche coinvolgono gli aspetti strategici e di
marketing e successivamente gli aspetti tecnologici e
distributivi. Molte di queste problematiche non
investono le aziende che puntano totalmente sul canale
elettronico per vedere e che rinunciano quindi ai canali
tradizionali: in questo caso non ci sono problemi di
compatibilità. Per un’impresa tradizionale che vuole
approdare al commercio elettronico, emerge in prima
istanza la necessità di definire con precisione come si
configura il canale elettronico rispetto a quello
tradizionale. Il grado di sovrapposizione può essere
nullo, nel caso si indirizzino al Web prodotti assenti
nel canale tradizionale, oppure diverso da zero fino ad
arrivare alla totalità. In questo caso occorre mettere
a punto una politica commerciale che raccordi le
esigenze del canale tradizionale con quelle del canale
elettronico (politica dei prezzi, copertura del
territorio, ecc.), per evitare che si metta in funzione
un canale commerciale alternativo ma concorrente a
quello tradizionale. A livello tecnologico l’approccio
può essere di tipo integrato o periferico. Con
l’approccio integrato occorre ridefinire completamente
la struttura del sistema informatico dell’azienda
rendendo il gateway della vendita via Web perfettamente
integrato con il sistema gestionale, logistico e di
marketing. Quet’ultima p la soluzione migliore e
definitiva e offre un grado di razionalizzazione,
ottimizzazione ed efficacia (soprattutto a livello di
marketing) massimo; tuttavia è la più impegnativa sia
a livello riorganizzativo sia economico. La soluzione
periferica consiste nel mettere a punto
un’infrastruttura “semi parallela” dedicata
interamente all’e-commerce. Questa deve essere
progettata in modo da poter dialogare con il sistema
esistente e ha il vantaggio di poter essere gestita in
modo maggiormente semplificato e con investimenti più
limitati. La soluzione integrata o periferica deve
essere valutata in funzione di molteplici parametri ma,
soprattutto, deve essere computata in una strategia a
lunga scadenza.
In
questo contesto, un sotto livello di e-commerce è
definito dal sistema di pagamento che viene preso in
considerazione all’interno del proprio store virtuale.
Le possibilità sono due: pagamento off-line con
transazione economica fuori dal Web (bollettino postale,
ricevuta bancaria, contrassegno, ecc.) oppure pagamento
on-line con transazione totalmente pilotata da Web
(carta di credito). Il primo approccio è solitamente
adatto al commercio elettronico di tipo
business-to-business, il secondo per il
business-to-consumer. Quest’ultimo richiede un apporto
tecnologico più impegnativo.
- VENDITA A LIVELLO
MONDIALE Se
l’impresa desidera vendere via Web fuori dai confini
nazionali, deve considerare nuove problematiche che
vanno ad aggiungersi a quelle elencate precedentemente.
A livello distributivo, nei paesi in cui l’impresa è
già presente con un importatore e/o distributori
ufficiali, nasce il problema dell’interferenza sul
dominio di competenza. Questa problematica è di grande
rilevanza e deve essere ben sviscerata e calibrata in
funzione della propria realtà imprenditoriale. Un
ulteriore aspetto fino ad ora rimasto latente, ma che
fuori dei confini nazionali diventa importante, è
quello legale. I contratti di acquisto e rescissione
sono generalmente differenti da paese a paese e devono
essere considerati all’interno del progetto di
commercio elettronico. Inoltre il pagamento, avvenendo
fuori dai confini nazionali, coinvolge regimi fiscali e
gestionali nuovi che possono rappresentare un
impegnativo scoglio da superare. Infine la distribuzione
delle merci e la logistica richiedono un riallineamento
dovuto al raggio di azione più ampio.
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