|
BUSINESS TO BUSINESS
La
virtualizzazione dei processi produttivi pei quanto
riguarda il loro controllo e gestione cambierà la
fisionomia dell’impresa. Il modello tradizionale
dell’azienda considera Il prodotto e la produzione
come elemento centrale finalizzato alle previsioni di
assorbimento del mercato.
La
produzione su richiesta è sempre esistita ma ristretta
a particolari categorie merceologiche oppure a prodotti
connotati dal forte grado di customizzazione. Il modello
informatico che rappresenta al meglio questo approccio
è il sistema gestionale ERP (Enterprise Resource Planni.
Con
il sistema gestionale di tipo ERP si cerca di ottenere
il massimo controllo su tutti processi dall’interno
dell’azienda il cui insieme è fortemente
caratterizzato dalla realtà produttiva considerata; per
questo motivo l’ERP è spesso realizzato all’interno
dell’impresa stessa. Negli anni 80 arrivarono le prime
soluzioni ‘pre-pacchetizzate’ che velocizzavano
notevolmente i tempi di implementazione. Si era tuttavia
ancora molto lontani da soluzioni che potessero
permettere un facile interscambio di dati e informazioni
tra aziende
L’estrema
chiusura di questi sistemi verso il mondo dei clienti,
dei fornitori e dei mercati in generale è sentita come
una forte limitazione. Con lo sviluppo vertiginoso delle
nuovo tecnologie e la globalizzazione dei mercati, il
modello incentrato
sul controllo dell’azienda come insieme di
funzioni, è diventato sempre più inadeguato. Lo
scambio di dati è divenuto un fattore centrale per
l’efficienza dei processi produttivi. Già prima della
recente apparizione delle soluzioni di commercio
elettronico business-to-business si registravano degli
esempi di integrazione informatica tra aziende,
soprattutto nei settori dei beni di largo consumo, del
turismo e dei trasporti. Gli esempi conosciuti sono
quelle cooperazioni tra compagnie aeree e agenzie
turistiche o la gestione degli stock dei supermercati da
parte di fornitori, più noto come vendor managed
inventories. In questi casi il fornitore di un prodotto
alimentare riceve automaticamente un ri-ordine
elettronico di un preciso prodotto se la quantità
scende sotto la soglia di scorta minima.
-
UN
NUOVO MODELLO DI BUSINESS
-
BUSINESS TO BUSINESS IN ITALIA
-
L'E-COMMERCE PER GLI ACQUISTI
(PROCURAMENTI)
-
LE PIAZZE DI MERCATO DIGITALI
(DIGITAL MARKETPLACES)
-
UN NUOVO MODELLO DI BUSINESS modello
della nuova azienda è sempre di più incentrato sulle
esigenze del cliente e sul controllo dei processi intra
ed extra-aziendali, soprattutto quelli che regolano il
flusso delle informazioni. L’informazione diventa la
materia prima della creazione di valore aggiunto, perché
l’informazione non è più un insieme di dati statico
e destinata ad un singolo uso. L’informazione viene
costantemente rielaborata per i molteplici utilizzi che
il sistema informatico aziendale è capace di produrre e
distribuire.
Con l’avvento di Internet lo scambio di informazioni
tra aziende ha assunto nuovi connotati divenendo:più
veloce, meno costoso, più mirato, personalizzabile,
completo, più facile da attuare e, addirittura come
dicono in molti, più ecologico. Questi
cambiamenti e la possibilità di razionalizzare e
ottimizzare i processi permette alle aziende di
migliorare i quattro principali obiettivi che
determinano il successo di un’attività di business:
- ridurre i costi (con la razionalizzazione dei processi
di acquisto e di vendita);
- fidelizzare i clienti (con i nuovi sistemi di database
marketing e la integrazione del customer relations
management in un approccio “holistico” al cliente);
- velocizzare i processi con l’accesso a tutte le
risorse informative dentro e fuori dell’azienda;
- aumentare la presenza di mercato (con la possibilità
di portare informazione in ed essere accessibili da ogni
angolo del mondo).
La speranza di migliorare tutti i parametri fondamentali
dell’azienda spiega forse l’euforia dei mercati
finanziari per le aziende protagoniste nel mondo di
Internet. L’lnternet-economy
rappresenta un nuovo metodo per fare business le cui
tappe principali sono addensate esclusivamente negli
anni 90 e nel periodo prossimo venturo.
- BUSINESS TO BUSINESS IN ITALIA I
primi esempi di commercio elettronico basato su Internet
in Italia, sono stati sviluppati negli anni scorsi
soprattutto nel settore dell’information technology.
Produttori come Dell oppure rivenditori come CHL o anche
distributori di materiale informatico hanno cercato di
automatizzare soprattutto le procedure d’ordine.
La
pubblicazione di un catalogo di prodotti completo, la
possibilità di configurare un prodotto e l’invio
dell’ordine online costituisce sia per il fornitore
sia per il cliente un grosso vantaggio in termini di
tempi e di costi. Ovviamente, queste aziende hanno
attuato forti investimenti per adattare le strutture
interne a questo nuovo tipo di vendita. Quasi tutta la
catena di valore interna era stata ridisegnata in
funzione e
della vendita on-line. Comunque, anche questi nuovi
sistemi informatici, pur essendo un passo avanti
importante rispetto ai tradizionali sistemi gestionali,
sono ancora delle soluzioni isolate e realizzate su
misura rispetto alle esigenze specifiche di queste
aziende, comunque avanzate che siano. Il passo
successivo a queste esperienze sarà quello di aumentare
il grado di integrazione dei sistemi informativi tra le
aziende in modo tale che tutte le informazioni relative
al processo lungo la catena di valore, inclusa la
logistica, sarà in ogni momento accessibile al
venditore e al compratore. Questo richiede evidentemente
una grossa collaborazione tra i partner, un consenso
sugli standard informatici da adottare. In questa
direzione esistono diversi tentativi, soprattutto dei
colossi software come Microsoft (vedi il box sul Biztalk),
SAP, Oracle ed altri.
- L'E-COMMERCE PER GLI ACQUISTI
(PROCURAMENTI) Mentre
le soluzioni di commercio elettronico selI-side sono
accessibili a tutte le società, indipendentemente dal
settore e dalla dimensione, le soluzione di commercio
elettronico buy-side (acquisti) sono accessibili solo
alle grandi aziende. In questi casi la grandi aziende
mettono a disposizione dei loro fornitori un sistema di
scambio dati e di informazioni con un elevatissimo grado
di integrazione, I processi interni sono massimamente
razionalizzati. Utilizzando questo modello si ottengono
risultati sorprendenti come una ricerca della Price
Waterhouse Coopers evidenzia. Mentre un acquisto medio
con i processi tradizionali, comportava mediamente 22
operazioni, durava circa 15 giorni e costava alla grande
azienda in termini di costo interno tra 35 e gli 80$,
una soluzione di commercio elettronico per gli acquisti
comporta soltanto 12 operazioni, comunque al computer,
dura circa soltanto sette ore e costa meno di un terzo
dell’operazione tradizionale. Oltre ai vantaggi
economici e produttivi, i processi d’acquisto
diventano più controllabili e le possibilità di errore
diminuiscono. E’ ovvio che soltanto le grandi aziende
hanno la forza contrattuale di imporre ai loro
fornitori, normalmente più piccoli di loro, un sistema
nuovo (che comunque comporta vantaggi per ambedue le
parti). Molte aziende americane e tedesche che hanno
introdotto sistemi di e-commerce procurament dichiarano
di aver ammortizzato gli investimenti in un periodo
inferiore all’anno. Per le multinazionali i risparmi
si calcolano nell’ordine di centinaia di miliardi.
Purtroppo anche nel campo delle soluzioni di commercio
elettronico per gli acquisti, l’Italia accusa un
notevole ritardo. Le grandi aziende italiane hanno
iniziato da pochissimo ad implementare delle soluzioni e
le difficoltà nel creare un’infrastruttura
informatica con i fornitori sono notevoli. Comunque, i
fornitori delle soluzioni per l’e-procurament sono
prevalentemente esteri, dato che lo sviluppo e I’implementazione
di questi progetti richiede degli investimenti notevoli.
- LE PIAZZE DI MERCATO
DIGITALI (DIGITAL MARKETPLACES) Da
meno di due anni negli Stati Uniti e nei paesi del nord
Europa si nota la comparsa di cosiddette piazze di
mercato digitali. Le piazze di mercato digitali uniscono
i vantaggi del commercio elettronico sell-side con i
vantaggi del commercio elettronico buy-side, ma sono
accessibili a tutte le aziende visto che i costi
dell’investimento possono essere distribuiti su un
elevato numero di aziende. Secondo le esigenze delle
aziende che partecipano a queste piazze d’affari si
distinguono diversi modelli secondo:
- il livello dei contenuti
-
il grado di integrazione tra i diversi sistemi
gestionali;
-
il tipo di transazioni effettuate
-
il carattere orizzontale o verticale della piazza di
mercato digitale.
Le
tipologie di scambio di informazioni e le transazioni
attuabili nelle piazze di mercato digitali sono pressoché
infinite: dal semplice scambio di informazione fino alle
aste. E’ancora molto presto per dare una
classificazione definitiva di queste forme di
intermediazione che rivoluzioneranno il modo di fare
affari delle aziende. Si parla di hubs, di e-business
portals, di efficient commerce networks, di content and
community portal, di channel enablers o di dynamic
digital marketplaces. .Le origini di questi nuovi
straordinari mercati virtuali sono molteplici. Spesso in
sono o una comunità di clienti o una comunità di
fornitori che fanno partire l’iniziativa..Sempre di più
sono anche i software vendor o business information
provider che i si accollano gli ingenti investimenti per
la realizzazione delle piazze di mercato digitali..Le
tecnologie necessarie che devono essere integrate in
questi magaportals sr sono: .
-
publishing tools.
-
catalogue software.
-
business process workflow systems.
-
transaction capacities.
-
translation capacities per standard e format multipli.
-
servizi di pagamento e.
-
customer relation management..
L’euforia
delle aziende americane ha indotto gli istituti di
ricerca per la ennesima volta a rivedere le proiezioni
per l’internet commerce businessto-business. Ormai si
parla di 3 milioni di miliardi di lire dove le piazze di
mercati digitali occuperanno più di un terzo e il
commercio elettronico business-to-consumer solo un
quinto o addirittura un settimo del giro d’affari..
Molte
aziende che lavorano in questo settore non sono ancora
quotate in borsa e si prevedono dei nuovi success story
di straordinaria rilevanza.
E
l’Italia? Aspetta. Non si vedono ancora le aziende o i
consorzi che rischiano gli investimenti anche se in
questo caso, come quasi sempre nel mondo Internet, le
previsioni sono più che rosee. Soprattutto il mondo
della piccola-media impresa italiana sembra perfetto per
i vantaggi che offrono le nuove piazze di mercato
digitali. Come descritto precedentemente, le piazze di
mercato digitali permettono di ridurre i costi,
fidelizzare i clienti, aumentare notevolmente la
presenza di mercato e arrivare molto più in fretta dal
cliente.Comunque, non tutti i settori si prestano con lo
stesso rendimento a questi nuovi strumenti digitali; in
ogni caso tutte le previsioni concordano che nel 2003 il
valore delle transazioni raggiungerà più del 10% del
PIL mondiale con i sistemi di commercio elettronico
business-to-business.

-
CONCLUSIONI
Internet
è entrata timidamente nel mercato italiano quale
risorsa sfruttata dalle aziende intorno alla metà degli
anni 90. La presenza in Internet era spesso legata ad
esigenze ben precise soprattutto per le imprese che
avevano rapporti commerciali fuori dai confini
nazionali. Il
Web era utilizzato per presentare l’azienda e
presidiare il nuovo canale di comunicazione.
Successivamente la presenza statica si è trasformata in
un’attività di comunicazione che sfruttando cataloghi
prodotti, brochure e servizi interagiva fattivamente con
il potenziale cliente, Il passo successivo ha coinvolto
l’utilizzo della posta elettronica: la comunicazione
dell’azienda diventava più efficace perché
raggiungeva autonomamente il target dell’informazione
senza che quest’ultimo dovesse premurarsi di accedere
alla fonte. Alla fine degli anni 90, come risaputo è
iniziato il fenomeno e-commerce. Nel 97/98 uscivano
dalla fase sperimentale i primi e-shop per la vendita
all’utente finale (business-to-consumer) sviluppati
per operare esclusivamente dal lato vendita (sell-side).
Queste soluzioni, la cui integrazione con il sistema
informativo era limitata, hanno aperto la strada alle
prime esperienze di procurament, attività di commercio
elettronico di tipo business-to-business attraverso le
quali le aziende possono reperire prodotti e servizi
nonché materie prime per la produzione.Questa, con
tutta probabilità, sarà la base di partenza della
nuova internet-economy.
|