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DATI SUL FRANCHISING

- Premessa

- La situazione generale del franchising in Italia

- Il Franchising e la distribuzione italiana

- ll peso del franchising sulla distribuzione tradizionale

- Il Franchising italiano per settori di attività

- Le reti di Franchising in Italia

- Caratteristiche e dati quantitativi dei principali settori di attività

Le elaborazioni presenti in queste pagine sono ricavate dalla banca dati di
Quadrante S.r.l.  - Milano  

                                           
 

Premessa metodologica

Le stime del franchising in Italia nel 2001 sono state ricavate unicamente, per la prima volta, dalle informazioni contenute nel portale sul franchising infofranchising.it. Sono state inoltre utilizzate le usuali fonti disponibili e cioè: la Banca Dati di Quadrante S.r.l. e la stampa economica e specializzata. Si è così superato, in buona parte, lo sfasamento tra la data di rilevazione dei dati e la loro elaborazione.Circa la formulazione delle stime del mercato, sono necessarie alcune precisazioni di carattere generale. In primo luogo, è opportuno tenere presente che possono essersi verificate delle incongruenze tra i dati dei due anni considerati, poiché i dati di un affiliante, benché rilevato, ad esempio nel 2001, non erano presenti nella Banca Dati del 2000. In secondo luogo, il turnover degli affilianti da un anno all'altro, piuttosto sostenuto negli anni più recenti, può falsare le stime di mercato e le conseguenti conclusioni quali/quantitative. In terzo luogo, in un mercato già difficile da valutare, in continuo movimento a seguito di accordi, acquisizioni e/o fusioni si aggiungono molto spesso le sovrapposizioni dei canali distributivi e il doppio ruolo di grossisti e dettaglianti svolto da molte insegne. Infine è opportuno considerare che non tutte le aziende affilianti, incluse anche alcune catene di notevoli dimensioni presenti nel mercato, forniscono regolarmente, ogni anno, dati ed informazioni relativi alle loro franchise. Da ultimo, si ricorda che, come per il passato, per le stime del 2001, abbiamo considerato solo quegli affilianti che hanno dichiarato di gestire reti con tre o più affiliati. Lo scopo è quello di includere nelle stime solo i sistemi di franchising "vitali". Si tratta di una modifica molto importante poiché se, da una parte, mostra una modesta progressione del settore, dall'altra, fornisce uno scenario più realistico della consistenza delle reti di franchising presenti sul mercato italiano. Per tutti i rilievi più sopra fatti, le stime del franchising, contenute nel Rapporto Quadrante, devono essere attentamente valutate e considerate.

La situazione generale del franchising in Italia

Anche nel corso del 2001 è continuato il trend positivo di crescita del franchising in Italia. Questa formula commerciale nata negli Stati Uniti, e lanciata sul mercato italiano nel 1971, mostra continuo dinamismo nello sviluppo. Dagli anni ’90 ad oggi, il sistema franchising ha avuto una crescita notevole, passando dai 230 affilianti nel 1990 ai 436 nel 1995 e ai 606 nel 2001. Il franchising in Italia ha registrato una forte accelerazione nel periodo 1991/1995 in cui le reti sono aumentate dell’86%. E nel 1995 il numero degli affilianti nel settore dei servizi (141) ha sorpassato quello degli affilianti del settore articoli per le persone (119). Inoltre, mentre nel 1995 la differenza tra questi due settori era solo di 22 affilianti, oggi il numero degli affilianti del settore dei servizi è quasi doppio. L’area dei servizi rappresenta il settore più dinamico, innovativo ed espansivo. Nascono le reti specializzate nei servizi agli anziani e agli ammalati, agenzie di baby sitter e asili nidi, le reti che puntano sulle nuove tecnologie come internet, telecomunicazioni, telefonia; poi ci sono le agenzie di sicurezza, di assistenza e manutenzione degli impianti e tante altre. Non mancano imprenditorialità ed entusiasmo nella creazione delle nuove reti, ma tutto questo non porta sempre, necessariamente, qualità e validità dei contenuti. Tanti network mostrano scarso tasso di espansione e non registrano, negli anni, alcun progresso. Bisogna ricordare che il franchising ha successo se è costruito su solide fondamenta come: valida preparazione manageriale dei responsabili delle reti, individuazione degli obiettivi di sviluppo, alta qualità dei prodotti o servizi, chiare strategie di marketing e di comunicazione, adeguata promozione della rete, assistenza e formazione continua agli affiliati, ecc. Ancora troppo spesso assistiamo ad iniziative improvvisate e scarsamente professionali che creano dubbi e sospetti tra gli investitori. Di qui la necessità di introdurre seri programmi di formazione destinati, non solo ai managers delle reti di franchising, ma anche ai neoimprenditori nella fase di start up dei progetti di franchising. Se in Italia poche sono le strutture che sviluppano programmi di formazione, nel campo della ricerca sulle tematiche del franchising abbiamo delle testimonianze molto importanti per merito di ricerche condotte dalle Facoltà di molte Università. Il risultato di scarsa professionalità è che il turnover (il rapporto tra il numero degli affilianti usciti dal mercato ed il totale generale), delle reti italiane è molto alto, e ha raggiunto nel passato tassi tra il 20% ed il 25% all'anno. Lo scorso anno il turnover si è attestato intorno al 10/15% a seguito dell'inserimento delle sole reti "vitali". Certamente il vuoto normativo, cioè la mancanza di una regolamentazione del franchising, favorisce la nascita, il cambiamento di strategia e la prematura uscita dal mercato di numerose insegne. Pensiamo si debba parlare quindi di "turnover" piuttosto che di mortalità delle reti. L’affiliazione, come mostrano gli ultimi dati, è un ottimo strumento per lo sviluppo degli affari e per soddisfare lo spirito imprenditoriale di sempre più vaste categorie di persone: uomini, donne, giovani, che, entrando in una rete di franchising, trovano un lavoro alternativo, più rischioso sì, ma sicuramente più interessante in termini di autoaffermazione e di ritorni finanziari. Tra l'altro, l’affiliazione si sta rivelando un’interessante opportunità sia per i giovani che per le donne, che si sono mostrate abili imprenditrici nella gestione di negozi, di servizi turistici e di altre attività in franchising. Il numero del personale impiegato presso le reti è in forte crescita soprattutto negli ultimi anni, da quando vengono pubblicizzate e promosse varie forme di agevolazioni finanziarie per lo sviluppo dell’imprenditorialità dei giovani, delle donne, delle regioni del Sud. L’affiliazione con una rete conosciuta nel mercato permette a questi gruppi di persone, agli abitanti del Sud, di ottenere i necessari finanziamenti per aprire la propria attività in franchising. Oltre 36 mila sono le aziende affiliate nell'industria del franchising e più di 99 mila sono le persone impiegate presso le reti. Questi dati confermano l’importanza del franchising come creatore di impiego e promotore di nuove attività imprenditoriali. I centri storici, le vie principali delle città, i centri commerciali in Italia ci mostrano negozi che fanno parte di numerosi network e, il franchising, è una realtà sempre più presente nel settore del commercio e della distribuzione italiana. Il punto debole del costante sviluppo del franchising rimane comunque la disponibilità di ubicazioni interessanti. I prezzi di locazione di un negozio, in un punto commercialmente valido nei centri città, sono notevolmente aumentati e, d'altra parte, la domanda di location nelle vie commerciali è in fase di continua crescita. Naturalmente gli alti prezzi di locazione rappresentano un ostacolo ad un’ulteriore crescita e alla presenza del franchising nei punti strategici delle città italiane.

Il Franchising e la distribuzione italiana

L’Italia presenta un sistema distributivo molto polverizzato. Esistono quasi 10 mila negozi per un milione di abitanti: si tratta di un numero molto alto, in confronto con altri paesi europei; in Germania esistono 5.000 negozi per un milione di abitanti, in Francia 7.800. La maggior parte dei negozi in Italia è gestita su base familiare. Il tradizionale sistema di gestione di punti vendita, la bassa diffusione di sistemi di pagamento elettronico, gli altissimi costi per le operazioni di pagamento tramite le carte di credito e bancomat, la mancanza di un’adeguata e moderna legislazione nel commercio, sono tutti fattori che provocano un continuo calo del numero dei punti vendita al dettaglio in Italia. Dal 1990 al 2001 il numero dei negozi è diminuito da 817 mila a 587 mila e si prevede un ulteriore calo. Il franchising può certamente contribuire all'ammodernamento dell'apparato distributivo, promuovendo nuove tecniche di gestione dei punti vendita, l’impiego di forze lavorative giovani e con un forte spirito imprenditoriale, continui corsi di formazione e aggiornamento del personale e nuove tecniche di vendita. Il franchising sta introducendo in Italia nuovi studi sul punto vendita e, in collaborazione con diversi istituti universitari, promuovono ricerche specifiche nell’area dell’exhibit design.

Il peso del franchising sulla distribuzione tradizionale

Il numero dei punti vendita aperti in franchising cresce rapidamente e il suo peso sulla distribuzione italiana cresce continuamente. Infatti, negli anni più recenti, a fronte di una diminuzione dei negozi tradizionali, alimentari e non, si è avuto un consistente incremento dei punti vendita in franchising. Nel 1990 erano stati registrati 12 mila punti vendita in franchising su 871.700 negozi al dettaglio, con un peso pari al 1,3% del totale. Nel 2001 il franchising ha raggiunto più di 36 mila negozi e, su un totale di 587.700 esercizi commerciali, ha ottenuto una quota pari al 6,1% del totale. Il peso del franchising in Italia sicuramente è destinato a crescere nei prossimi anni, ma già oggi è più vicino alla media europea.

[1]Fonte: AC Nielsen su dati MICA (2002), da Il Sole 24 Ore del 26/03/2002

 

Il franchising italiano per settori di attività

Gli affilianti

Tabella 1 - Numero di affilianti per settore di attività

Cod.

Settore di attività

 

2000

 

2001

Differenza 2000/2001

 

 

n.

%

n.

%

n.

%

100

Commercio alim. specializzato

23

4,1

23

3,8

0

00,0

200

Commercio despecializzato

18

3,2

17

2,8

-1

-5,5

300

Articoli per la persona

127

22,6

135

22,3

8

6,3

400

Articoli per la casa

37

6,6

38

6,3

1

2,7

500

Altro commercio specializzato

69

12,3

77

12,7

8

11,5

600

Servizi

251

44,7

281

46,4

30

11,9

700

Alberghi e ristorazione

31

5,5

30

5,0

-1

-3,2

800

Costruzioni e manutenzioni

4

0,7

3

0,5

-1

-25,0

900

Industria

2

0,4

2

0,3

0

0,0

Totale

562

100,0

606

100,0

44

7,8

Anche nel corso del 2001, il franchising italiano ha mostrato una tendenza positiva. Nel 2000 si contavano 562 insegne, mentre nel 2001 il numero degli affilianti è salito a 606 con un incremento di 44 insegne, pari ad un 7,8% rispetto all'anno precedente. Esaminando i dati relativi ai settori di attività si può notare che, nel corso del 2001, il settore dei servizi (cod. 600) continua ad imporre il suo peso sull'incremento totale, grazie al continuo sviluppo di attività legate alle nuove tecnologie e Internet. Nel 2001 il numero degli affilianti del settore di servizi è aumentato e conta 281 insegne, con una quota del 46,4% (39,4% nel 1999, 44,7% nel 2000) ed un incremento del 11,9%. Nel confronto con l’anno scorso, l’incremento è diminuito significativamente per quasi il 7% scendendo dal 19% al 11,9%. Questo potrebbe significare che il boom di Internet è già assorbito e superato. In confronto con gli anni precedenti, è aumentato il numero degli affilianti nel settore dell'abbigliamento/articoli per la persona (cod. 300) e settore altro commercio specializzato (cod. 500) che include i subsettori: giocatoli, prodotti informatici, prodotti per animali, articoli sportivi, ecc. 

Gli affiliati

Tabella 2 - Numero di affiliati per settore di attività

Cod.

Settore di attività

              2000

 

           2001

 

  Differenza 2000/2001

       

n.

%

n.

%

n.

%

100

Commercio alim. Specializzato

         2.247

    7,1

       2.261

       6,2

            14

       0,6

200

Commercio despecializzato

         3.308

    10,5

         3.480

     9,5

            172

     5,2

300

Articoli per la persona

         5.640

  17,9

         6.592

     18,0

            952

     16,9

400

Articoli per la casa

            1.103

    3,5

         993

       2,7

            -110

     10,0

500

Altro commercio specializzato

         3.428

  10,9

         4.080

     11,2

652

19,0

600

Servizi

       13.960

  44,4

       17.475

     47,8

         3.515

     25,2

700

Alberghi e ristorazione

            981